OBS Italia comincia il nuovo decennio con la prestigiosa certificazione Gold Partner Risco, qualifica che si ottiene grazie alla grande mole di impianti di sicurezza installati nell’ultimo anno e alle certificazioni tecniche e commerciali ottenute dagli operatori OBS Italia. Incontriamo Stefano Spagnesi, amministratore di OBS Italia, per parlare dell’anno che è appena cominciato e di quello concluso.

Stefano, ti chiediamo intanto un bilancio del 2019. Avete raggiunto gli obiettivi che vi eravate prefissati?

“Il 2019 è stato un anno complesso, in parte difficile da decifrare. Dal canto nostro lo abbiamo affrontato cercando di migliorare la nostra competitività. Abbiamo intensificato la formazione del personale, ottenuto nuove certificazioni e abbiamo investito in strumentazione tecnologia a servizio degli impianti speciali che realizziamo e gestiamo per i nostri clienti. La nostra mentalità è profondamente cambiata, abbiamo investito sui giovani e lavorato per intensificare le relazioni extraterritoriali. A questo proposito siamo molto attivi in un’attività di networking con partner, professionisti, reti di imprese e associazioni. Questo ha fatto sì che OBS sia una realtà riconosciuta fuori dai confini Imolesi, sia in Emilia che in Romagna. OBS Italia vuole diventare sempre più un marchio sinonimo di affidabilità, innovazione tecnologica ed eccellenza nel territorio”.

Quali sono stati i progetti più impegnativi che vi hanno visto coinvolti nell’ultimo anno?

“In particolare abbiamo lavorato in maniera intensiva sui temi della sicurezza, con particolare riferimento alla videosorveglianza termica. Si tratta di una tecnologia molto all’avanguardia, che costituisce una delle migliori soluzioni in fatto di antintrusione. Inoltre abbiamo approfondito alcune tematiche che ci stavano particolarmente a cuore, per il grande contenuto tecnologico. Il Li-Fi ad esempio, ovvero la tecnologia che consente di veicolare la trasmissione dati attraverso la luce e l’utilizzo dei copri illuminanti LED. A tal proposito abbiamo installato una soluzione funzionante presso la nostra sede di Imola, che i clienti possono provare con i loro smartphone. E poi tutte le tematiche sulla integrazione fra i sistemi che installiamo, dunque la domotica. Oggi siamo in grado di proporre soluzioni chiavi in mano di qualunque ordine e grado in tema di domotica: dal piccolo appartamento allo stabile industriale in cui le tematiche della building automation hanno un grosso impatto sul benessere e la produttività del personale e sull’efficientamento energetico complessivo dello stabile. Oggi si va sempre più nella direzione dello stabile a impatto zero sull’ambiente”.

Il 2020 è cominciato con l’ottenimento dello status di Gold Partner Risco, pensa che il tema della sicurezza (sia fisica degli edifici, sia a livello informatico) sarà al centro dell’attenzione nei prossimi anni?

“Ahimè sì, come dicevo abbiamo avuto un’impennata di richieste in tema di sicurezza. In particolare abbiamo visto crescere in maniera importante la richiesta sul civile residenziale. Oggi un impianto di allarme e videosorveglianza si può installare con tecnologia wireless, in maniera poco invasiva e comunque garantendo l’alto grado di sicurezza di un impianto filare. Il supporto della videosorveglianza ha reso i sistemi di sicurezza molto più efficaci di un tempo. E con le telecamere a tecnologia termica rendiamo la casa o il capannone industriale praticamente impenetrabili”. 

Domotica a building automation, se ne parla tantissimo, in concreto è un settore che ha già dei numeri importanti o siamo ancora a livello di articoli di giornale?

“Vediamo un mercato sempre più sensibile a queste tematiche. L’attenzione al benessere della persona, al risparmio energetico, e all’ambiente hanno creato molto interesse intorno ai temi della domotica. I prezzi sono calati e oggi, con un budget limitato, possiamo offrire una soluzione interamente automatizzata anche in una piccola abitazione. I clienti possono gestire scenari di vario genere (dalle luci, alle tapparelle, all’audio, al sistema di allarme, alle telecamere in maniera semplice ed intuitiva mediante APP sullo smartphone). Oggi possiamo sviluppare anche integrazioni con i più diffusi assistenti vocali, quali Google Home e Alexa”.

Sempre guardando all’anno appena cominciato, quali obiettivi vi siete dati? Avete importanti progetti in corso?

“L’intenzione è quella di proseguire sulla strada intrapresa nel 2019, mantenere alta la competitività attraverso la formazione continua e le competenze sulle nuove tecnologie. In particolare l’attenzione sarà sempre più tesa a ricercare nuove risorse, con un occhio ai giovani, che possano portare contributi freschi e innovativi”.

OBS Italia è sempre stata all’avanguardia nello sperimentare soluzioni innovative assieme ad importanti partner tecnologici, dai diffusori audio da superficie al Li-Fi. Avete qualcosa di nuovo che si può svelare nei prossimi mesi.

“Senz’altro. Abbiamo intrapreso una partnership con IOOTA, start up del gruppo Acantho, con cui a breve commercializzeremo un apparato per la domotica interamente senza fili, molto accattivamente per l’ambiente domestico. Ad oggi non possiamo dire di più, ma a breve presenteremo questo nuovo prodotto su cui punteremo molto. Abbiamo sposato il progetto negli ultimi mesi, testandolo con loro, crediamo sarà apprezzato da privati, architetti e progettisti in genere”. 

Un altro fiore all’occhiello di OBS Italia è l’attenzione al territorio e al sociale, quest’anno, in particolare, su quali temi vi siete spesi?

“E’ vero, ogni anno destiniamo parte dei nostri ricavi al sociale. Crediamo che aziende come la nostra debbano essere un esempio e dimostrare un atteggiamento solidale sul territorio, con azioni concrete. Abbiamo partecipato al Progetto Cuore in Comune, per la donazione di un defibrillatore attualmente installato al PalaRuggi, e poi la consueta iniziativa l’OG-GETTO che non GETTO, in cui attraverso un concorso tra gli studenti delle scuole bolognesi viene ridata vita agli oggetti smarriti”.

Verso fine anno OBS Italia ha aderito a una nuova associazione bolognese, PSbo, ci puoi spiegare di cosa si tratta?

“PSbo è un’associazione culturale nata a Bologna da un’idea di tre professionisti, tra i quali io, con l’intento di promuovere le relazioni in ambito culturale e professionale, in un ambiente aperto, dinamico e propositivo. Nella sede PSbo vengono organizzate mostre, eventi culturali, incontri. La sede è stata attrezzata da OBS Italia con le migliori soluzioni di domotica e potrà servire anche come location per eventi privati, piccoli meeting aziendali, o come punto di appoggio per professionisti fuori sede”.

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