Hai pensato di installare un sistema di videocamere per proteggere la tua attività o la tua casa? Oppure per monitorare ambienti lavorativi o domestici? La sostanza non cambia: devi essere in regola con le normative sulla privacy altrimenti rischi sanzioni di diverse migliaia di euro. 

Non vogliamo spaventarti, ma nessuno meglio di noi sa quanti impianti di videosorveglianza siano stati installati in questi anni. Un vero e proprio boom per un sistema di sicurezza diventato alla portata di tutti, gestibile in remoto e di grande utilità sotto vari punti di vista. Sono arrivati sul mercato innumerevoli soluzioni tecnologiche e dall’oggi al domani sono nati tecnici installatori più o meno improvvisati.

A questo boom di soluzioni non è seguita la stessa attenzione sulle tematiche della privacy e del GDPR, una serie di normative complesse da seguire con attenzione, pena il rischio di incappare in pesanti sanzioni.

Hai mai sentito parlare di queste cose?

  • Decalogo del Garante della Privacy
  • Obbligo di informativa
  • Periodo di conservazione delle immagini
  • Finalità perseguite attraverso la videosorveglianza
  • Notifica al Garante
  • Principi di pertinenza e di non eccedenza
  • Divieto di controllo a distanza dei lavoratori

Videosorveglianza privata, le regole

Secondo l’ultimo parere del Garante per la Protezione dei Dati Personali (parere n. drep/ac/113990 del 7 marzo 2017) si può installare un sistema sistemi di videosorveglianza senza richiedere l’autorizzazione della Polizia o del proprio condominio se le telecamere non inquadrano spazi comuni a persone estranee. Per esempio le telecamere non devono inquadrare strade, pianerottoli comuni, vicoli di passaggio… In questa legge rientrano anche i videocitofoni.

Nessun problema, invece, per la videosorveglianza interna alle proprie abitazioni.

Il decalogo del Garante privacy

  • Le finalità perseguite attraverso la videosorveglianza vanno chiaramente dichiarate e verificato che siano in linea con le norme vigenti.  
  • Il trattamento dei dati deve avvenire secondo correttezza e per scopi determinati, espliciti e legittimi.
  • Nei casi in cui la legge impone la notificazione al Garante dei trattamenti di dati personali effettuati da determinati soggetti (art. 7 legge 675/1996), questi devono indicare fra le modalità di trattamento anche la raccolta di informazioni mediante apparecchiature di videosorveglianza. 
  • Le persone che possono essere inquadrate devono essere chiaramente informate attraverso apposita comunicazione che avverta della presenza di impianti di videosorveglianza.
  • Occorre rispettare scrupolosamente il divieto di controllo a distanza dei lavoratori.
  • Occorre rispettare i principi di pertinenza e di non eccedenza, raccogliendo solo i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità perseguite.
  • Occorre determinare con precisione il periodo di eventuale conservazione delle immagini.
  • Occorre designare per iscritto i soggetti – responsabili e incaricati del trattamento dei dati (artt. 8 e 19 della legge 675/1996) – che possono utilizzare gli impianti e prendere visione delle registrazioni.
  • I dati raccolti per determinati fini (ad esempio, ragioni di sicurezza, tutela del patrimonio) non possono essere utilizzati per finalità diverse o ulteriori (ad esempio, pubblicità, analisi dei comportamenti di consumo).

Non correre rischi, affidati a installatori capaci e, soprattutto, che conoscono le normative, il rischio di incappare in multe salatissime è troppo alto.

 

 

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