Un lavoro in tempi record per l'Imolese calcio, la squadra della nostra città

È un’afosa mattina di inizio agosto quando la notizia che tutti gli appassionati di sport aspettano (o meglio, sperano) arriva: l’Imolese calcio è stata ripescata in serie C. Un campionato, quello professionistico, che manca da 46 anni. Un risultato che corona l’operato del nuovo gruppo dirigente capitanato da Lorenzo Spagnoli, un percorso che, nell’arco di pochi anni, ha portato la squadra dal campionato di Eccellenza (di livello regionale) fino alla serie C, il terzo livello nazionale.

Però nel passaggio dal dilettantismo alla serie C cambiano molte cose, non solo a livello sportivo. Servono strutture idonee ad accogliere tifoserie organizzate, con grandi numeri, servono livelli di sicurezza alti, servono servizi (per la stampa, per le autorità) sempre più all’avanguardia e qualificati.

E così, in tempi strettissimi, OBS Italia è stata incaricata di installare un sistema di videosorveglianza all’interno e all’esterno dello stadio Romeo Galli.

Agosto, periodo di riposo per eccellenza, vi ha visto impegnati a pieno regime, come avete risposto a questa urgenza?

“Abbiamo risposto ‘presenti’! – spiega Stefano Spagnesi, Direttore Generale di OBS Italia -. Non sono un grande esperto di calcio ma in questi giorni in città si sente questa frenesia e questo calore attorno alla squadra. Quando la società calcio Imolese ci ha incaricato del lavoro, abbiamo sentito anche un po’ di orgoglio nel dare il nostro contributo a questa squadra”.

Quali erano gli interventi da fare?

“Non appena è stata ufficializzata la promozione in serie C, il Questore ha indicato una serie di interventi necessari ad alzare i livelli di sicurezza durante le partite casalinghe. Serviva un sistema di videosorveglianza con telecamere ad altissima definizione, per supportare il software di riconoscimento facciale in uso alle Forze dell’ordine”. Le telecamere dovevano essere dotate di motorizzazione a 360° ed essere in grado di inquadrare i volti delle persone sugli spalti.

Quindi avete dislocato una serie di telecamere in vari punti dell’impianto sportivo, le cui immagini vengono analizzate in diretta?

“Esattamente, le telecamere sono dotate di motorizzazione a 360° e inquadrano i volti dei tifosi seduti sulla tribuna opposta. Le Forze dell’ordine in questo modo dispongono di uno strumento di visualizzazione preciso, tale da metterli nelle condizioni di fare eventuali confronti con le foto segnaletiche in loro possesso. Attraverso questo riconoscimento possono essere individuati all’istante soggetti violenti, pregiudicati o sotto DASPO, il divieto di partecipazione alle manifestazioni sportive. Le immagini sono poi archiviate e possono essere utilizzate in seguito nel caso si siano verificati episodi violenti”.

Concretamente come avete operato?

“Ovviamente non c’erano i tempi per fare scavi e creare una infrastruttura in tutte le zone dell’impianto sportivo, per cui abbiamo utilizzato dei ponti radio, una tecnologia che conosciamo molto bene (si veda la case history relativa a Ponti radio tra due sedi distaccate, ndr). Siamo così riusciti a completare il lavoro in tempi stretti garantendo un’altissima qualità”.

Avete anche implementato un sistema Wi-Fi, giusto?

“Sì, al momento abbiamo installato una rete Wi-Fi che copre la tribuna principale, accessibile alle autorità e ai giornalisti. Il Wi-Fi copre anche la zona biglietteria, per permettere il funzionamento degli scanner per i ticket d’ingresso”. Anche in questo caso abbiamo prediletto la scalabilità della soluzione. In futuro il cliente potrà ampliare il sistema creando dei veri hotspot e dare la possibilità ai tifosi di accedere a Internet dal loro smartphone, oppure accedere a contenuti particolari.

Il vostro personale è presente alle partite?

“In questi primi appuntamenti abbiamo presidiato l’attività, e siamo chiaramente disponibili e reperibili per ogni partita. Tuttavia, come sempre, le soluzioni che adottiamo sono le più moderne e le più semplici da utilizzare e la nostra presenza, il più delle volte, è ininfluente”.

Ora non resta che fare un in bocca al lupo alla squadra.

“Sì, non c’è dubbio. Noi abbiamo fatto la nostra parte, ora la palla passa ai giocatori, a cui vanno i nostri miglior auguri, speriamo di rivederci tra un anno, per migliorare ulteriormente questo stadio”.

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