Bodycam sempre più diffuse

15 Lug 2021

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Articolo aggiornato il 20 Luglio 2021

È sufficiente navigare in internet e cercare la parola bodycam tra le notizie per rendersi conto di come il settore delle telecamere indossabili sia in grande espansione. Eravamo abituati a vedere, su qualche datato programma televisivo, le immagini catturate dalle telecamere poste sui cruscotti delle macchine della polizia americana. Negli Stati Uniti, infatti, le cosiddette Dash cam sono in uso già da diversi anni. Oggi la tecnologia sempre più evoluta ha portato sul mercato telecamere di dimensioni e peso talmente ridotti da poter essere indossate. E così sono molti i corpi di polizia o soccorso che si stanno dotando di questi strumenti. Bergamo, Como, Pavia, Voghera, Vigevano, Borgo Valsugana… solo per citare i primi risultati nei motori di ricerca, grandi città e piccoli centri che stanno attrezzando le proprie forze dell’ordine. All’estero, tra i tanti, la polizia di Malta e, caso ancor più particolare, gli operatori sanitari sulle ambulanze del Devon, regione nel sud dell’Inghilterra, che sono sempre più oggetto di aggressioni da parte di pazienti e relativi parenti.

A cosa serve una bodycam?

Le bodycam si possono indossare su vestiti, divise o caschi per documentare diversi tipi di attività. Possono scattare fotografie in tempo reale o registrare video. La durata delle batterie varia a seconda del modello, indicativamente dalle 3 alle 10 ore. Le bodycam utilizzate da personale addetto alla sicurezza servono a monitorare la condotta degli agenti in servizio, ma anche per verificare eventuali responsabilità di terzi durante controlli e accertamenti. Si è notato, inoltre, che la presenza di telecamere abbassa il clima di tensione prevenendo eventuali aggressioni fisiche. Un’altra particolarità di alcune bodycam professionali è il GPS incorporato che permette di registrare la posizione e l’ora del dispositivo localizzando la registrazione del filmato.

Bodycam e privacy, un aspetto da non sottovalutare

A Vigevano (Pavia), dopo aver acquistato le bodycam da dare in uso al corpo di Polizia municipale, l’Amministrazione comunale ha pubblicato un sondaggio pubblico (solo a scopo statistico) per chiedere il parere dei cittadini rispetto a questa scelta, in particolare riguardo al tema della privacy. Nel testo del sondaggio si legge: Per garantire la privacy e i diritti di libertà, l’utilizzo di tale dispositivo sarà regolamentato e sottoposto a verifica periodica del “Responsabile per la protezione dei dati”, in modo da garantire ai Cittadini che l’attivazione avvenga solo in casi potenzialmente pericolosi. L’agente dovrà inoltre motivare per iscritto, per ogni registrazione, la reale necessità di attivazione. L’operatore dovrà inoltre informare gli interessati di essere ripresi; il dispositivo segnalerà visivamente che è in corso la registrazione con un led rosso. I filmati non potranno essere visionati, modificati o cancellati dall’operatore che effettua la ripresa, il trattamento delle immagini potrà essere effettuato solo dal personale autorizzato alla visione presso il Comando di Polizia locale, le immagini ritenute non rilevanti saranno immediatamente cancellate, in ogni caso, le immagini, non potranno essere diffuse né pubblicate online.

Da queste poche righe si capisce che il tema della privacy non è così scontato e l’utilizzo di bodycam va fatto con attenzione. Il Garante della privacy ha legittimato l’uso delle bodycam purché, chi ha intenzione di adottarle, predisponga un regolamento interno in cui indicare, nel rispetto del Codice privacy e del GDPR europeo, particolari regole sull’utilizzo, la raccolta, il trattamento, la conservazione e la cancellazione dei dati raccolti con questi dispositivi per il personale, gli utenti e gli addetti alla security. Con due successivi pareri (n. 6197012 e 6197365 del 2017), il Garante ha poi disciplinato i tipi di trattamento effettuati per finalità di pubblica sicurezza e ha sancito a quali principi in materia di privacy devono attenersi Organi, Uffici e Comandi di polizia. Con il primo parere l’autorità ha chiesto di escludere dai trattamenti finalizzati all’attività di pubblica sicurezza quelli compiuti per finalità amministrative e quelli per i quali non è dimostrata una correlazione diretta con la finalità di polizia. Con il secondo, invece, ha chiesto al Ministero di indicare nella legislazione dedicata i trattamenti che presentano rischi specifici per la persona (banche di dati genetici, biometrici…) e di fissare tempi brevi di conservazione dei dati, tenendo conto delle finalità della raccolta.

Bodycam, altri utilizzi

Come abbiamo scritto in questo articolo l’utilizzo delle bodycam, ad oggi, è prevalentemente nel settore sicurezza, ma non è difficile immaginare una veloce espansione in altri ambiti.

“In questi anni abbiamo parlato spesso delle tecnologie legate alle videocamere – spiega Stefano Spagnesi, Amministratore OBS Italia -, telecamere termiche, a infrarossi, con il riconoscimento facciale… è un mondo in costante evoluzione e, di conseguenza, è difficile dare un limite alle opportunità offerte da questi strumenti. La pandemia ha reso molto più complicati gli spostamenti e oggi, ad esempio, stanno avendo un boom gli smartglasses, che vengono usati dai tecnici per la manutenzione remota delle macchine di produzione. Per intenderci, un’azienda italiana che deve inviare un tecnico in Cina per intervenire su una macchina, oggi può, attraverso uno smartglasses o una telecamera installata sul caschetto, fare operare il proprio tecnico da qui. Grazie alle immagini in alta definizione potrà guidare l’operatore all’altro capo del mondo, con notevoli risparmi in termini di tempo e costi, oltre alla sicurezza. Questo è un esempio ma gli ambiti sono pressoché infiniti, dai lavori pericolosi alla scuola, dal settore sanitario fino allo sport. Quello che è importante è la scelta della soluzione giusta per le proprie esigenze e, soprattutto, attenzione alla Privacy, perché il confine tra lecito e illecito è sottilissimo e si rischiano multe salate”.

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